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di Stefano Paolini-----

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Il binario fra i boschi della Valmorea è lì dal 1915. Nel 1926 la linea arrivò al confine svizzero di Stabio e da lì fino a Mendrisio, permettendo alle FNM uno sbocco internazionale. Ma i tempi non erano adatti e il regime dopo soli 2 anni obbligò alla chiusura del confine. Fu solo nel 1995, dopo i lavori eseguiti da volontari svizzeri della associazione Club San Gottardo, che fu possibile nuovamente varcare il confine col treno, dopo ben 67 anni. Da allora la linea turistica ha conosciuto il successo, arrivando a tappe nell'arco dei successivi 12 anni di nuovo alla stazione di Malnate Valmorea. Dal 1995 al 2014 la valle e il suo treno a vapore colorato e sempre pieno sono stati una costante del rinato turismo locale, sia italiano che svizzero. Ma poi tutto è capitolato. Prima atti di intimidazione con l'incendio della stazione a Rodero, poi FNM che impone pesanti pedaggi in barba alle convenzioni in corso. Tutto perchè una associazione arrivata buon'ultima a mangiarsi la torta del turismo non ha potuto sopportare che il duro lavoro e i meriti anche economici fossero di chi la ferrovia l'aveva materialmente riaperta. E così, ecco che di sgambetto in sgambetto si è riusciti a chiudere tutto. Oggi la linea langue sotto rovi e arbusti. I treni del CSG se ne sono pure andati da Mendrisio, in una sorta di addio rassegnato alla stoltezza di quegli italiani... E fino a qualche mese fa anche da noi si coltivava la speranza di una riapertura. Ma poi una ferrovia così chi la gestisce? Così diversa, così estranea alle regole di ANSF e della 626. Meglio quindi depositare la pietra tombale: recita la relazione di eminenti tecnici "che per ripristinare la circolazione occorre rifare tutti i ponti e il binario, per una spesa di oltre 7 milioni". Che furbi..... Foto Stefano Paolini

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